A cosa serve creare contenuti di qualità?

Esistono tanti modi per crescere online. Ogni Marketing Specialist ha la propria formula, ma c’è un “ingrediente” che non deve mai mancare: i contenuti di qualità!

Altro blog, altro quesito: “A cosa serve creare contenuti di qualità?”
Questa domanda presuppone che i contenuti nel web servano effettivamente a qualcosa, e su questo non ci piove.

Tutto è contenuto: le ricette dei blog di cucina, le gag virali su TikTok, gli ebook da scaricare in cambio di una mail, le infografiche illustrate che piacciono a tutti, i Reels di Instagram, i videocorsi gratuiti… Insomma, tutto è contenuto!

Ma a cosa servono i cosiddetti “contenuti di qualità”?

Che si parli di Content Marketing o di Inbound Marketing, i protagonisti sono sempre loro: i contenuti.
Contenuti di qua, contenuti di là, sembra che internet non voglia altro che contenuti! E non contenuti qualsiasi… L’asticella della qualità richiesta dai motori di ricerca per emergere da tutti gli altri sale di anno in anno. Il contenuto deve essere “progettato” a modino, come unǝ architettǝ progetterebbe la propria stessa casa.
Insomma, i contenuti non si improvvisano!

C’è un motivo se molti business si assicurano di avere una solida content strategy: semplicemente, una strategia basata sui contenuti è la migliore alternativa alla pubblicità “classica” e invasiva.

Quando navighi su internet, quante volte decidi di cliccare su annunci pubblicitari (escludendo quelle volte in cui ci clicchi per sbaglio)? E invece quante volte ti fermi a leggere un articolo, guardare un video o ascoltare un podcast perché lo vuoi?

Certo, la content strategy ha anche uno svantaggio, se così vogliamo definirlo: richiede tempo e pazienza. Non che una strategia basata su Ads e messaggi promozionali sia all’opposto, anzi! Magari ottieni in tempi brevi un riscontro piuttosto importante (se sei bravǝ con le campagne!), ma l’utente quanto è davvero fidelizzato? Ritornerà da te oppure ti dimenticherà dopo aver visualizzato la nuova offerta del tuo competitor?

Creare un rapporto di fiducia richiede tempo e il modo migliore per impiegarlo è proprio con i contenuti!

Alcuni esempi di contenuti web

Come già accennato, il contenuto web può essere davvero qualsiasi cosa, dalla foto super studiata e in palette per il tuo feed Instagram ad una puntata di podcast. Il modo più classico per fare contenuti è sicuramente attraverso il blog del tuo sito (se anche tu pensi che i blog siano belli che morti, ti consiglio di leggere – indovina un po’? – proprio un articolo di blog).

Attenzione, però: creare contenuti di qualità per un blog non significa sempre limitarsi a scrivere articoli! In un articolo è possibile proporre altri tipi di contenuti, volti a stuzzicare ancora di più l’interesse dell’utente. Quante volte ti è capitato di leggere un blog e poi scaricare un qualche pdf gratuito in cambio di una mail (classica “mossa” da Inbound Marketing)? Ecco, anche quel pdf è un contenuto!

Vediamo insieme qualche altro esempio di contenuto web:

  • Video (live comprese), contenuti visivi che hanno sempre più peso nelle strategie di digital marketing (il successo crescente di TikTok e di Twitch ne è la prova)
  • Ebook legati al tuo brand (guide how-to, ricette, eserciziari, presentazioni…)
  • Case studies, presentazioni che illustrano il successo di un tuo cliente, evidenziandone evoluzione e miglioramenti
  • Infografiche, rielaborazioni per immagini di dati che sarebbero altrimenti noiosi da leggere
  • Podcast, trasmissioni audio con una periodicità
  • Mini-corsi online
  • Post sui social network

Saranno venuti in mente altri esempi anche a te, nel leggere questi.

C’è un motivo se insisto a chiamarli “contenuti di qualità”, e non solo “contenuti”. Certo, da una parte so che usare questa keyword può portarmi solo vantaggi (capito, SEO? In questo blog è tutto in regola!), ma dall’altro mi piace mettere l’accento sulla “qualità”, in contrapposizione alla “quantità”. Alcuni business fanno leva proprio sul fattore della quantità per cercare di emergere, magari sfruttando qualche poverǝ copywriter per copiare-incollare articoli già pubblicati e rielaborarli un minimo per avere più backlinks.

In realtà l’originalità e la completezza sono le vere prerogative per fare breccia nel cuore (o nel cervello) degli utenti.

Ma andiamo drittƎ al punto.

Creare contenuti di qualità funziona davvero?

Dipende da cosa intendi per “funziona” e dagli obiettivi che ti sei prefissato. Tra i tuoi obiettivi ci potrebbero essere:

  • aumentare il traffico del sito.
    Proponendo contenuti interessanti per loro, gli utenti visiteranno più spesso il tuo sito e cercheranno di essere aggiornati sulle tue novità (seguendoti sui social, iscrivendosi alla tua newsletter,…)

  • avere nuovi leads (ossia trasformare il visitatore casuale del tuo sito in un potenziale cliente)
    L’e-mail marketing è uno dei modi migliori per rimanere in contatto con i tuoi utenti, ma prima è necessario che si iscrivano alla tua newsletter! Come già accennato, una tecnica base è quella di offrire un contenuto gratuito a tutti gli utenti che lasciano la propria mail: più il contenuto sarà percepibile come utile, maggiore sarà la percentuale di visitatori iscritti.

  • fidelizzare l’utente.
    Non c’è niente di meglio dei contenuti per rafforzare la tua relazione con gli utenti, già clienti o potenziali tali, dimostrando che condividete gli stessi valori e visione del mondo.

Qualsiasi sia il tuo obiettivo, la regola d’oro è questa: produci i tuoi contenuti avendo sempre in mente degli obiettivi e una strategia da seguire (a meno che tu non voglia pubblicare contenuti per semplice divertimento, senza aspettarti in cambio un qualche tipo di ritorno… E allora quella è un’altra storia). Senza obiettivi, come fai a capire se i tuoi contenuti ti soddisfano?

Ricorda: i contenuti fanno sempre parte di una strategia studiata appositamente per raggiungere un obiettivo!

Quando un contenuto è davvero efficace?

Se imparerai a conoscere a fondo i bisogni e gli interessi degli utenti, avrai più possibilità di creare un contenuto che funzioni per loro. In più puoi porti alcune domande che ti possano guidare in fase di impostazione:

  • Il tuo contenuto fa parte di una strategia di marketing?
    Suonerò sicuramente ridondante, ma è davvero importante: i contenuti devono avere sempre uno scopo da raggiungere, altrimenti è semplicemente “bello scrivere” buttato nell’internet.

  • Il tuo contenuto in quale/i piattaforma/e sarà pubblicato?
    Sul tuo sito? Su Youtube? Su Instagram? TikTok? LinkedIn? È importante sapere prima dove verrà pubblicato il contenuto, in modo da applicare in modo corretto le regole della piattaforma stessa (è meglio usare immagini quadrate per Instagram, su LinkedIn è preferibile usare un certo tipo di linguaggio, i video di TikTok non possono oltrepassare una certa lunghezza, …)
    Tieni conto che uno stesso contenuto può essere poi “reinterpretato” in altre forme: ad esempio, il testo di un ebook che hai regalato ai tuoi utenti in cambio di una mail può essere destrutturato e riutilizzato per creare una serie di video su Youtube. Stesso materiale, diversi media!

  • Il tuo contenuto contiene informazioni esatte?
    In un mondo di fake news, è importante assicurarsi che le proprie fonti siano affidabili in modo da creare contenuti coerenti e completi. La falsa informazione prima o poi salta fuori e sarà difficile poi riconquistare la fiducia degli utenti, anche se l’errore è stato frutto di ingenuità, inesperienza e/o disattenzione.

  • Il tuo contenuto è utile?
    Avrai notato che molti blog hanno come titolo una domanda (come questo, del resto). Questo perché si vuole fin da subito mostrare l’utilità del contenuto che si va a proporre, che conterrà la risposta a quella domanda (possibilmente completa e con un valore aggiunto rispetto a tutto quello che già si trova su internet su quell’argomento). Se l’utente non percepisce che il tuo contenuto potrà essere utile per lui, allora non proverà nemmeno a leggerlo/vederlo/ascoltarlo.

  • Il tuo contenuto è comprensibile?
    Ogni medium ha le sue regole e, senza di quelle, il contenuto proposto rischia di essere incomprensibile per l’utente. Un testo dovrà rispettare le regole grammaticali, un video dovrà avere una risoluzione decente, un podcast deve evitare problemi tecnici che impediscano una facile fruizione dell’audio.

  • Il tuo contenuto è coinvolgente?
    Un buon contenuto non deve limitarsi ad informare su un determinato argomento (altrimenti i content creator sarebbero tutti giornalisti wannabe), ma anche coinvolgere l’utente e parlare direttamente ai suoi bisogni, a quello che lo appassiona, che lo diverte, che gli piace… o anche che non gli piace.

  • Il tuo contenuto è facilmente accessibile?
    Sembra banale, ma è giusto prendersi anche solo quel minutino per porsi questa domanda. Gli utenti devono non solo poter accedere al tuo contenuto, ma anche avere la possibilità di farlo senza troppe difficoltà. Quante volte ti è capitato di voler leggere un articolo, ma di essere continuamente ostacolato da pop-up pubblicitari e averci rinunciato? O di aver cliccato sui “LINK IN BIO” di Instagram senza aver trovato quello che cercavi? Insomma, l’accessibilità al contenuto non è così scontata, specialmente se poi vengono prese in considerazione alcune categorie di utenti, come le persone ipovedenti o dislessiche, che hanno bisogno di ulteriori parametri di valutazione.

Qualche consiglio in più per creare contenuti di qualità

Per finire, se mi dovessero chiedere a tradimento “Dammi qui, ora e subito, 5 consigli per creare contenuti di qualità”, probabilmente sarebbero questi:

  1. Non fare la marchetta.
  2. Fai un minimo di SEO.
  3. Sii originale.
  4. Sii coerente con i valori dell’azienda.
  5. Alla fine del contenuto (o anche durante) offri all’utente la possibilità di continuare il suo viaggio (banalmente, con una CTA).

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© Icona immagine di copertina: Megaphone by Mohamad Arif Prasetyo from the Noun Project

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