Una passeggiata nella Milano rinascimentale, da Porta Venezia al Castello Sforzesco

TuttƎ conoscono la Ca’ Granda, l’edificio rinascimentale che oggi ospita l’Università Statale, e il Castello Sforzesco…

Ma ci sono punti della città in cui la Milano rinascimentale è nascosta dal traffico metropolitano. Eppure è ancora lì, nonostante i secoli, in attesa di essere riscoperta…

Per un periodo Milano è stata la mia casa e, anche se ora mi sono spostata, approfitto di ogni visita meneghina (per lavoro o altro) per scoprire o rivedere angoli a cui mi sono appassionata.
Sono diversi i motivi che mi hanno fatta affezionare a Milano, ma uno di questi è sicuramente che è una città ricca di storia. Anche negli angoli più inaspettati, se i tuoi occhi sono abbastanza attenti, puoi notare il passato di una città che, nonostante sia stata distrutta e ricostruita più di una volta, continua a mantenere delle importanti testimonianze. Questo vale per il periodo romano, per il Medioevo, ma anche per la Milano rinascimentale.

Milano fu una delle corti più ricche d’Europa, tanto da attirare artisti come Leonardo Da Vinci e Bramante. Di solito, quando si sente parlare di Rinascimento, si pensa ai tanti dipinti che i Maestri ci hanno lasciato nei musei e nelle collezioni private ma, invece di segnalare dove trovare i quadri più noti dei musei della città (in caso vi do giusto un paio di suggerimenti: la Pinacoteca di Brera e la Pinacoteca Ambrosiana), ho preferito pensare ad una sorta di tour esterno che permetta di conoscere soprattutto le architetture della Milano rinascimentale.

In alcuni dei luoghi che ho segnalato si può entrare, gratuitamente o con un biglietto. In caso vogliate visitare anche l’interno di qualche tappa, ho specificato quando l’ingresso è possibile, se è gratuito oppure no.

Per il resto: indossate un paio di scarpe comode, portare una borraccia d’acqua con voi (specialmente se pensate di fare questa passeggiata in estate) e… Buon viaggio nel tempo!

Le tappe di una passeggiata per la Milano rinascimentale

La nostra passeggiata comincia in zona San Babila, molto vicino al Duomo. Il modo più facile per raggiungerla è arrivare Milano tramite il passante ferroviario, che ferma a Porta Venezia, e da lì prendere la metropolitana (rimanendo sempre sulla linea M1, la rossa) o fare due passi fino alla prima tappa del tour.

Avviso: la passeggiata finisce in zona Castello Sforzesco, vicino alla stazione di Cadorna. Da qui, per arrivare all’ultimissima tappa, potete prendere la metro M2 (quella verde) e scende a Stazione Centrale, punto ideale per chi viene da fuori in treno. Ovviamente potete personalizzare il percorso come preferite!

1. Palazzo Fontana-Silvestri

Corso Venezia n. 10
Sede di abitazioni private e uffici, non è visitabile. A volte, in giornate particolari come Cortili Aperti, è possibile entrare nel cortile

palazzo fontana silvestri

Proprio tra due stradone dello shopping milanese (Corso Vittorio Emanuele II e Corso Buones Aires) sorge un palazzo rinascimentale, sempre fronteggiato da auto e scooter: si tratta di Palazzo Fontana-Silvestri, costruito sul finire del Quattrocento. È una delle poche testimonianze rimaste dell’architettura urbana del Rinascimento lombardo (specialmente in seguito ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale) e si ipotizza che a progettarlo sia stato Donato Bramante… anche se il suo nome viene praticamente fatto sempre, quando si tratta di architettura rinascimentale a Milano.

In realtà in questo punto c’era un edificio già nel XII secolo, che però venne rimaneggiato alla fine del Trecento. Un secolo dopo venne alla fine rimodernato secondo la moda del tempo per volere di Francesco Fontana, senatore degli Sforza. Anche la facciata venne dipinta (come accadeva sempre più spesso ai palazzi di famiglie importanti) con decorazioni e figure di giganti. Oggi di questo si vede ben poco, ma provate ad aguzzare la vista…

Nel corso dei secoli questo palazzo ebbe diversi proprietari, tra cui il senatore e industriale Giovanni Silvestri (da qui il nome dell’edificio).

Le cornici delle finestre e le colonne che decorano l’ingresso creano un contrasto affascinante con i veicoli parcheggiati nelle vicinanze: sembra quasi che il palazzo non si sia accorto che i secoli siano passati, rimanendo con una vaga consapevolezza del traffico che regna in quello che un tempo era la zona di Porta Orientale.

2. Ca’ Granda (Università Statale)

Via Festa del Perdono
Tendenzialmente si può entrare nei cortili quando l’Università è aperta. Sul sito dell’Università ci si può prenotare per delle visite guidate.

ca granda università statale

Oggi la Ca’ Granda, uno dei primi edifici rinascimentali della città, ospita anche l’Università Statale, ma è prima di tutto la sede dell’Ospedale Maggiore, il più antico di Milano. Venne costruito a partire del 1456 con la funzione di “Spedale di Poveri” per volere di Francesco Sforza e della moglie Bianca Maria Visconti, in seguito alla conquista del Ducato. Lo scopo non era solo quello di rendere disponibile una nuova struttura per il ricovero dei malati, ma anche ingraziarsi il popolo dopo anni di potere visconteo (e una breve parentesi repubblicana).

La costruzione dell’ospedale venne finanziata da donazioni e dalla vendita delle indulgenze in occasione della Festa del Perdono, una specie di giubileo milanese che si svolgeva ogni due anni il 25 marzo.

È certo che il progetto del nuovo ospedale venne affidato a Filarete (soprannome di Antonio di Pietro Averlino), lo stesso architetto responsabile dell’omonima torre del Castello Sforzesco, per poi passare in mano ad altri architetti.

La Ca’ Granda è uno degli edifici che maggiormente vennero danneggiati durante la Seconda Guerra Mondiale, ma per fortuna venne ricostruita e, alla fine degli anni Cinquanta, divenne la sede dell’Università.

C’è stato un tempo in cui passavo davanti alla Ca’ Granda praticamente tutti i giorni e l’ho sempre trovata una vista riposante, oltre che un luogo tranquillo, con un giardino che diventa una sorta di sala studi “a cielo aperto” per gli studenti.

3. Chiesa di Santa Maria presso San Satiro

Via Torino, vicino al n. 19
Consiglio di camminarci intorno, lungo via Falcone e via Speronari
Da martedì a sabato: 9.30-17.30
Domenica: 14.00-17.30
Ingresso libero

Un po’ soffocata tra Piazza Duomo e via Torino, questa chiesa non potrà fare a meno di incuriosirvi una volta che l’avrete notata. La facciata barocca, che si affaccia su via Torino, non sembra avere qualcosa di particolare, ma il “retro” è tutta un’altra storia e racconta un altro pezzo di Milano rinascimentale!

Voluta da Gian Galeazzo Sforza e poi da Ludovico il Moro, la chiesa venne costruita inglobando una struttura religiosa preesistente a partire dal 1482. Troviamo il Bramante al lavoro sia per il progetto che per le decorazioni interne: vero capolavoro del Rinascimento lombardo è infatti il cosiddetto “finto coro bramantesco“, un capolavoro prospettico che crea un coro dipinto, con tanto di volta a botte. Anche solo per questo la chiesa merita una visita interna!

4. Palazzo Borromeo

Piazza Borromeo n. 12
Sede di abitazioni e uffici, è possibile visitare l’interno solo tramite tour guidati

palazzo borromeo

Dimora delle benestante famiglia Borromeo (alla faccia del motto “Humilitas”), è più nota per essere un edificio tardo-gotico che rinascimentale, ma all’interno si possono ammirare affreschi realizzati intorno al 1450 che mostrano giochi e attività legate al tempo libero tipici della cultura cortese.

5. Giardino Aristide Calderini

Via Sant’Agnese
Sempre aperto

giardino aristide calderini

Vicino al Museo Archeologico di Milano (che vi consiglio di visitare, se il passato di questa città vi affascina) si nasconde un giardino piccolo ma incantevole, incorniciato da siepi di fiori e da un colonnato decorato da statue. Si potrebbe pensare che il colonnato sia stato costruito apposta per abbellire il giardino, ma in realtà la sua storia è assai più antica…

Prima dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, in questa zona si ergeva un palazzo quattrocentesco (anche qui si ipotizza lo zampino del Bramante) di proprietà della famiglia dei Corio, imparentati con i Visconti. Dell’edificio purtroppo rimangono solo alcune colonne e statue che oggi fanno parte del giardino, dedicato all’archeologo milanese Aristide Calderini.

Se passando di qua vi chiederete che cos’è quella sorta di “stele” che si alza dal prato, si tratta di una scultura di Arnaldo Pomodoro che commemora un ragazzo vittima di un incidente stradale, che proprio in questo giardino aveva trascorso dei bei momenti. Non è raro trovare in giro per la città altre opere di Pomodoro…

6. Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore

Corso Magenta n. 15
È possibile visitare gratuitamente l’interno della chiesa prenotando sul sito del Museo Archeologico di Milano

chiesa di san maurizio al monastero maggiore

Anche se dall’aspetto non si direbbe, la Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore (spesso soprannominata la “Cappella Sistina di Milano“) è di origini paleocristiane, ma venne “ritrasformata” proprio durante il Rinascimento. Visitarne l’interno ne vale davvero la pena, essendo decorata con un ciclo di affreschi di Bernardino Luini e di altri artisti ascrivibili alla scuola leonardesca.

Se, come me, avete una fissa malsana per gli unicorni, sappiate che all’interno della chiesa troverete addirittura una coppia dipinta in una scena dedicata all’Arca di Noè…

7. Basilica di Santa Maria delle Grazie

Piazza di Santa Maria delle Grazie
Ingresso alla Basilica gratuito
Dal lunedì al sabato: 9.00-12.20 / 15.30-17.50
Domenica e festivi: 16.00-17.50
Per visitare il Cenacolo è necessario prenotare: questo è il sito ufficiale
Biglietto intero: 15 €

santa maria delle grazie

La Basilica di Santa Maria delle Grazie non ha bisogno di presentazioni: Patrimonio Unesco, capolavoro del Rinascimento, deve la sua fama soprattutto al convento adiacente, dove il refettorio ospita la celebre Ultima Cena di Leonardo. Da ammirare all’esterno è la tribuna che sormonta la grande cupola, attribuita al Bramante, che regala inquadrature e particolari pazzeschi a chi è appassionato di fotografia.

8. Casa degli Atellani

Corso Magenta n. 65
Dal martedì alla domenica: 9.00-18.00
Biglietto intero: 10 €
Sul sito ufficiale si possono prenotare anche visite guidate

casa degli atellani

La Casa degli Atellani è una delle poche testimonianze che ci rimangono del “quartiere di lusso” che Ludovico il Moro sognava si erigere secondo le mode architettoniche dell’epoca: il Borgo delle Grazie. L’edificio apparteneva proprio al Moro, che lo concedeva ad alcuni dei suoi cortigiani più affezionati: gli Atellani, che all’interno della casa organizzavano feste imponenti.

Nei pressi di questa dimora, vicinissima a Santa Maria delle Grazie e quindi all’Ultima Cena, nel 1498 il Duca di Milano donò a Leonardo Da Vinci una vigna di tipo Malvasia di Candia Aromatica, che l’artista lasciò in eredità al suo allievo prediletto Salaì.

In occasione di EXPO 2015, dopo numerosi studi voluti dalla Fondazione Portaluppi e dagli odierni proprietari di Casa degli Atellani in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, la vigna è rinata a distanza di secoli ed è possibile visitarla all’interno dei giardini. Ovviamente ne viene fatto anche un vino!

9. Palazzo Dal Verme

Via Giacomo Puccini n. 3
Si può accedere al cortile

palazzo dal verme
Fonte: Wikipedia

Purtroppo anche questo palazzo fu vittima dei bombardamenti della guerra, distruggendone la facciata. Rimane per fortuna la corte, molto suggestiva.

La costruzione del palazzo fu ordinata da Luigi Dal Verme, conte di Sanguinetto, a metà del Quattrocento. Il proprietario era un abile condottiero che sposò la figlia del Conte di Carmagnola, Luchina Bussone. Nel corso della sua vita combatté sia per i Visconti che per gli Sforza.

Oggi la corte rinascimentale è inserita in un complesso condominiale… Beatǝ chi ci abita!

10. Castello Sforzesco

Piazza Castello
Orario dei cortili: tutti i giorni dalle 7.00 alle 19.30
Orari dei Musei del Castello: dalle 9.00 alle 19.30 (chiusi il lunedì)
Biglietto intero: 10 €

castello sforzesco

Siamo abituati ad associare i castelli al Medioevo, ma il Castello Sforzesco divenne una delle corti più importanti d’Europa nei secoli successivi, proprio a partire dal Rinascimento. Il primo nucleo del castello venne eretto da Francesco Sforza poco dopo essere diventato Duca di Milano (cosa che avvenne nel 1450). Prima di allora un altro castello era stato costruito in quell’area: il cosiddetto Castello di Porta Giovia, che era stato precedentemente distrutto con la caduta del potere dei Visconti. Sempre qui, in epoca romana, era stato eretto il Castrum Portae Jovis in difesa della città. Insomma, l’odierna Piazza Castello è da secoli dedicata a strutture militari.

Se il Castello di Porta Giovia visconteo aveva soprattutto una funzione militare, quello sforzesco invece divenne una vera e propria corte dove la famiglia ducale viveva e organizzava feste sfarzose, circondata da cortigiani. L’ingresso era segnato dalla torre più alta del castello, la Torre del Filarete, che venne distrutta da un incidente nel Cinquecento e ricostruita da Luca Beltrami, in occasione del restauro della struttura tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Per ricostruirla, Luca Beltrami fece affidamento a due dipinti che ritraevano la torre originaria (tra cui un affresco della Cascina Pozzobonelli) e alla torre del Castello di Vigevano.

Il Castello raggiunse il suo massino splendore con Ludovico il Moro, che invitò alla sua corte i già citati Leonardo e Bramante, oltre ad altri artisti che ne decorarono gli interni.

11. Cascina Pozzobonelli

Via Andrea Doria n. 4
È possibile solo vederla dall’esterno

cascina pozzobonelli

C’è ben poco di rinascimentale nella zona che circonda la Stazione Centrale di Milano, eppure proprio a pochi passi da qui si cela una piccola cascina risalente al Quattrocento. Un tempo era una casa di villeggiatura, di proprietà di Gian Giacomo Pozzobonelli, la cui famiglia ne tenne la proprietà fino alla seconda metà del Settecento.

Quello che rimane della cascina non comprende tutto il complesso originario, infatti la villa venne man mano abbattuta, prima per far spazio all’attuale via Doria e poi per cominciare la costruzione della Stazione Centrale. Oggi può sembrarci assurdo che palazzi antichi di secoli vengano demoliti per far posto a nuovi cantieri, ma in epoca Belle Epoque era la prassi disfarsi del “vecchio” per far posto alla modernità: successe lo stesso anche per l’aspetto odierno di Piazza Duomo.

La Milano rinascimentale: qualche tappa fuori percorso

Le tappe che compongono questa passeggiata nella Milano rinascimentale (escludendo la Cascina Pozzobonelli, una sorta di “bonus” per chi deve andare a Stazione Centrale per tornare a casa) possono prendere un’ora e mezza – due ore di cammino, a seconda di quanto tempo vi fermerete tra un’attrazione e l’altra. Prendetevi tutte le pause che vi servono: i luoghi piacevoli dove fermarsi anche solo dieci minuti non mancano, come i giardinetti di fronte alla Ca’ Granda o lo stesso giardino Aristide Calderini, per non parlare del Parco Sempione quando arrivate al castello!

Tuttavia mi sento in dovere di segnalare altre tre tappe fuori percorso, che non sono proprio riuscita ad aggiungere perché ognuna si trova in una zona differente di Milano, lontano dal centro storico.

Cappella Portinari

Piazza Sant’Eustorgio
Dal martedì alla domenica: 10.00-18.00
Biglietto intero: 6 €
È possibile prenotare sul sito ufficiale

cappella portinari

Non lontano dalla Darsena sorge la Basilica di Sant’Eustorgio, una delle antiche chiese paleocristiane di Milano, che ospita anche un museo. La Cappella Portinari, in fondo alla Basilica, venne costruita tra il 1462 e il 1468 per volere di Pigello Portinari, rimanendo uno dei migliori esempi di architettura rinascimentale lombarda.

Oggi la cappella conserva l’arca di San Pietro Martire, realizzata in epoca precedente (tra il 1336 e il 1339), formata da un sarcofago che avrebbe dovuto accogliere le spoglie del santo.

Castello di Macconago

Via Macconago n. 38
Sede di cerimonie e ricevimenti, non è accessibile al pubblico

Il Castello Sforzesco non è l’unico castello di Milano, e non è nemmeno il più antico! Infatti nel borgo di Macconago, appartenente al Municipio 5 (periferia meridionale di Milano), si trova un altro castello che, nel corso del tempo, è stato restaurato diverse volte e oggi ospita ricevimenti ed altri eventi. La sua costruzione risale al 1330-1340, mentre invece il primo nucleo di quello che oggi chiamiamo “Castello Sforzesco” venne commissionato da Galeazzo II Visconti e fu edificato tra il 1358 e il 1368.

I primi abitanti del Castello di Macconago furono i nobili Pusterla (il loro stemma è ancora visibile). In seguito il castello passò di proprietà a numerose famiglie: oggi appartiene ai Gavana.

Il castello, dotato dei tipici merli ghibellini a coda di rondine, è di origine medievale, ma al suo interno si possono ammirare graffiti di epoca rinascimentale.

Bicocca degli Arcimboldi

Viale Sarca n. 214
Oggi è sede di rappresentanza e archivio della Pirelli
Periodicamente la Fondazione Pirelli e altri organizzatori propongono delle visite guidate

bicocca degli arcimboldi
Fonte: Wikipedia

Nel quartiere Bicocca, dove oggi sorgono l’omonima università e il Teatro degli Arcimboldi, si trova un piccolo villino oggi di proprietà della Pirelli e che un tempo aveva il nome di “bicocca”, termine che indica un piccolo castello. All’epoca della sua costruzione, a metà del Quattrocento, l’edificio era circondato dalla campagna ed era di proprietà della famiglia Arcimboldi.

La bicocca venne restaurata diverse volte, anche dallo stesso Beltrami (lo stesso che si occupò del Castello Sforzesco). Quando divenne di proprietà della Pirelli, fu prima sede di un museo della gomma e di una scuola materna, poi divenne sede di rappresentanza. Al suo interno, nella cosiddetta “sala delle dame“, sono ancora visibili degli affreschi che raccontano la vita e gli svaghi delle dame di corte.

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